Logo NotarescoLa Società rossoblù, che milita in Promozione Abruzzo, dopo il pareggio casalingo con il Pacentro di domenica scorsa ha pubblicato un duro comunicato contro la classe arbitrale: secondo il Notaresco Calcio 1924, gli arbitri rischiano di falsare la fase finale del campionato.

 

Il Notaresco, ormai immischiato nella bagarre dei play-out, al termine dello 0-0 con il Pacentro aveva minacciato azioni di protesta nei confronti della classe arbitrale: la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso prende il nome di Marco Di Matteo della sezione di Teramo, reo di non aver concesso ai rossoblù un rigore nettissimo nei minuti finali. Riportiamo interamente il comunicato stampa della società:

Tifosi Notaresco

Non passi questa nostra protesta come un alibi per la posizione di classifica che occupiamo o come un modo per giustificare i risultati negativi, sono certo che i 25 punti in classifica siano figli di errori di valutazione e di scelte su determinati calciatori, ma molto ci hanno tolto le direzioni arbitrali. Abbiamo volontariamente rimandato molte volte questa nostra protesta con la speranza che le cose potessero cambiare e invece è andata sempre peggio.
Qualche tempo fa avrei creduto che non ci fossero arditi complotti o premeditazione contro la società che mi onoro di rappresentare, ma visto il modo sistematico come veniamo trattati in questo campionato devo necessariamente cambiare opinione.
Un tempo avrei scritto: Nessun complotto, non crediamo agli arbitri disonesti, ma solo a episodi che capitano in tutte le professioni. Crediamo nella differenza di valutazione, nel peso diverso di giudizi in quella che si è chiamata sudditanza psicologica, la disonestà piccola a cui ognuno ha diritto. Fatti tutti i preamboli, che cosa sta succedendo al Notaresco o nei confronti del Notaresco? Non c’è nessun complotto, ma qualcosa c’è, la misura è colma. Non siamo più disposti a tollerare certi comportamenti di questi arbitri che con tanta arroganza, prepotenza e con aria saccente vogliono sfidare intere comunità.
Lo dobbiamo dire senza mezze misure che il livello di questa classe arbitrale è scarso, del resto in più di una circostanza lo hanno ammesso i massimi organi regionali nelle varie riunioni asserendo che “questo è il materiale umano di cui disponiamo e con questi uomini dobbiamo andare avanti”. Come dire, o vi prendete quello che passa il convento, o arrangiatevi.
Se così è, e non abbiamo riscontri diversi, ci chiediamo perché alla fine debbano essere solo e comunque le società a dover pagare tutte le incapacità di questi ragazzi non all’altezza della situazione. In maniera sistematica per quanto ci riguarda, quasi tutte le settimane dobbiamo registrare l’insoddisfazione per come dirigono le nostre partite con l’aggravante che, loro,  non verranno mai puniti, a differenza di noi società che continuiamo a pagare ingiustamente con sanzioni dal giudice sportivo..

Effettivamente non vengono puniti per ovvie ragioni:

a) Perché sapendo di non essere visionati da alcun osservatore, si sentono legittimati a fare ciò che ritengono più opportuno, e redigono verbali a loro piacimento inventandosi di sana pianta episodi mai accaduti senza diritto di replica da parte delle società perché pare, anzi senza pare, che ciò che un direttore di gara verbalizza è  “Vangelo” e nel 99% dei casi non vengono mai smentiti, e tutto ciò non può essere sottaciuto.  Qui c’è da porsi una domanda: E’ mai possibile che i dirigenti di società siano tutte delle persone incompetenti e faziose oltre che pretestuose, mentre gli arbitri sono tutte brave persone e capaci nel loro lavoro? Permettete che qualche dubbio ci sorga spontaneo; 

b) Inspiegabilmente per alcuni, ma non di certo per noi, questi signori la domenica successiva si ritrovano candidamente a dirigere gare di calcio anche di categoria superiore con la massima normalità come se nulla fosse accaduto in precedenza, anzi, paradossalmente vengono quasi  premiati invece di essere messi a riposo. Ma ciò è possibile poiché il numero degli arbitri a disposizione è molto limitato e quindi vengono riproposti sempre gli stessi, nonostante le loro incapacità.

Moltissimi dirigenti di calcio svolgono una missione soprattutto sociale, oltre nel tenere in vita una squadra, il blasone, la tradizione di una comunità tenendo moltissimi ragazzi fuori da circoli viziosi. Solo chi si dedica al calcio con passione sa quanti e quali sacrifici in termini di tempo oltre che di denaro siano chiamati a far fronte. Spesso, noi dirigenti veniamo additati come delle persone poco corrette che creano confusione, ma non ci sentiamo tali, pretendiamo rispetto. Non possiamo più permettere che i nostri sacrifici vengano vanificati da decisioni irresponsabili di alcuni direttori di gara, sicuramente in buona fede, ma non all’altezza del compito loro assegnato.

Chiediamo più responsabilità da parte di chi è preposto a far crescere questi ragazzi, perché abbiamo la sensazione che ci sia molta improvvisazione a causa della mancanza “di materiale umano”. La soluzione non è far pagare sempre e solo a noi società i tanti errori che i pochi arbitri commettono in ogni gara.

La nostra protesta è forte e non intendiamo fermarci a questo comunicato, sappiamo che, ritirando la squadra, quali sono le sanzioni a cui andiamo incontro, ma se necessario lo faremo a qualsiasi sacrificio perché qualcuno deve cominciare a far sentire il proprio dissenso con la speranza che le cose possano cambiare.

A.S.D. NOTARESCO CALCIO 1924

Il Direttore Generale Mario D’Alessandro

Fonte: AbruzzoCalcioDilettanti

 

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